Nell’ultima settimana di luglio, la Boulerie Jump-Pôle Européen du Cheval  di Le Mans (FRA), ha ospitato oltre alla attesissima kermesse del Campionati Mondiali Juniores di Volteggio Equestre, anche un CVI 3* valido come qualifica World Cup. I due grandi eventi si sono succeduti intervallandosi  l’un l’altro offrendo uno spettacolo non da poco, infatti il CVI ha visto come partecipanti nomi di grande spicco, grazie anche al fatto che per alcune nazioni questa gara costituiva tappa di selezione per i Campionati Mondiali assoluti che si terranno a fine agosto a Budapest (HUN).

 

Gli individuali maschili catalizzano l’attenzione del pubblico

Diciamo subito che per tutto il CVI l’attenzione è stata catalizzata soprattutto dalla gara individuale maschile, poiché fin dalle primissime battute, è stato evidente che la Francia avrebbe fatto vedere faville (e così è stato), presentando una squadra semplicemente unica.
Ma andiamo con ordine.

Già dal primo giorno di gare abbiamo subito una partenza alla grande, con gli obbligatori che, come già detto, vedevano alla porta un grande numero di campioni accreditati per i campionati mondiali o in lizza per essi. Ultima prova prima del grande debutto – perché dopo un anno senza gare, per tutti il sapore è quasi quello della prima volta- si percepisce decisamente la voglia di esserci, sia come atleti che come spettatori,  visto che già durante il test obbligatorio, cominciato di buon mattino, gli spalti erano piuttosto gremiti.

Dopo così tanto tempo senza volteggio anche gli obbligatori riservano emozioni. La gara maschile comincia con l’esibizione di Lambert Leclezio (L. Devedu, Estado IFCE) che parte alla grande esibendo la sua naturale leggerezza e maestria nei primi esercizi. Durante la prima forbice però, a sorpresa, crolla. Gli altri esercizi però sono comunque superlativi e tanto basta per posizionarsi provvisoriamente al terzo posto dietro ai connazionali Quentin Jabet (M. Bousignac-Dumont, St. Louis 2) e Theo Gardies (S. Langlois, Ultrachic HDC). Gli obbligatori si concludono con 4 francesi nei primi 5 posti, di cui il podio completo.  Il nostro Lorenzo Lupacchini  (L. Carnabuci, Rosenstolz 99) esegue una buona performance, anche se probabilmente non la sua migliore, purtroppo però il suo cavallo Rosenstolz non era al meglio e il punteggio relativamente basso che gli è stato attribuito ha influito in modo evidente allo score finale.

Gli obbligatori sono un preludio eccezionale per la squadra maschile francese che infatti si ripete anche nel tecnico e poi, con un vero gran finale, anche nei liberi. Straordinarie tutte le prove di Quentin Jabet  e Theo Gardies , giustamente al comando della classifica. I due giovani francesi, presentano un technical test senza sbavature e dei free test emozionanti sia dal punto di vista tecnico che interpretativo. Lambert Leclezio conclude al terzo posto: nel tecnico il suo cavallo decisamente non collabora e non gli permette la risalita che si auspicava dopo gli obbligatori. La sua delusione è evidentissima. Molti i cavalli nervosi in verità, non solo quello di Leclezio, ma anche di Heppler e di parecchi altri, tanto che si sono visti rompere in trotto e fare difficoltà a ripartire anche cavalli stupendi, longiati da veri maestri come ad esempio Lasse Kristensen. Come anticipato, anche lo svizzero Lukas Heppler (B. Zurcher, Colonel V. Forst), l’unico che dopo gli obbligatori sembrava in grado di contrastare, almeno un po’, lo strapotere dei francesi, fallisce il tecnico e arretra nelle posizioni. Ottima invece la prova di Lorenzo Lupacchini (L. Carnabuci, Rosenstolz 99), che scala la classifica fino al quarto posto con il suo “Rocket man” che riscuote un successo notevole anche tra il pubblico. Questa sarà anche la sua posizione finale, dopo un libero altrettanto bello. Tornando alla prova libera di Leclezio, dobbiamo dire semplicemente che è di un altro pianeta. Il grado di difficoltà senza paragoni, unito alla fluidità di esecuzione e alla capacità di far sembrare ogni passaggio la cosa più facile del mondo, gli hanno permesso di ottenere giustamente lo score più alto della prova, anche se non sufficiente per rovesciare la classifica.

Jasmine Lindner domina senza problemi la competizione femminile

Anche la competizione femminile ha riservato alcune sorprese. L’austriaca Jasmine Lindner (K. Heidacher, Dr. Doolittle 5) conferma il fatto di essere una seria candidata al titolo mondiale, la sua supremazia durante tutto il CVI non è stata mai intaccata. Mentre la Lindner rimaneva costantemente al comando con i migliori punteggi in ogni frazione, gli altri due gradini del podio hanno visto continui aggiornamenti: Bendixen (DEN)-Nagiller(AUT); poi Nagiller(AUT)-Bendixen(DEN), ed infine Bendixen(DEN)-Moutinho(FRA). Quest’ultima, Manon Moutinho (C. Bosshard, Saitiri),  ha scalato una posizione in ciascuna prova eseguita: quinta dopo gli obbligatori, quarta dopo un tecnico più che convincente, e infine terza dopo un ottimo libero, eseguito con sicurezza e molta verve. Eva Nagiller (K. Heidacher, Dr. Doolittle 5) scivola al quarto posto dopo una caduta durante il libero, che nonostante tutto risulta di ottima qualità. La caduta della Nagiller  avvantaggia nuovamente Sheena Bendixen (L. Kristensen, Klintholms Ramstein), autrice anche lei di un programma libero di tutto rispetto. Un po’ più distaccata, ma sempre in buona forma, la nostra inossidabile Anna Cavallaro (N. Vidoni, Monaco Franze 4). Anna conferma ancora una volta di essere pronta e presente! Una colonna portante del volteggio Italiano, grazie al cielo ora accompagnata anche da Lorenzo Lupacchini, sempre più in forma. Lorenzo, abbandonato – purtroppo – il pas de deux, si è dedicato anima e corpo all’individuale e il lavoro profuso si vede. Se gli obbligatori possono e devono essere ancora migliorati, il livello raggiunto nel technical test e nel libero è molto elevato. Entrambe le prove hanno già il pregio di unire, secondo la migliore scuola francese, tecnica, interpretazione e presenza scenica.

Cinque i pas de deux in gara, di cui alcuni possono essere considerati di spicco, come quelli di Eva Nagiller e Romana Hinter (AUT- N. Voithofer, Pli Oreille) già medaglia di bronzo ai Campionati Europei del 2019, Timo Gerdes con Jolina Ossenberg-Engels (GER- C. Doller-Ossenberg-Engels, Caramoe) e Sheena Bendixen e Emma Helene Kaps (DEN- A. Laudrup, Ak’s Carelato).  Sono loro che occupano i tre gradini del podio.  Si aggiudica giustamente il concorso la coppia tedesca, con un programma basato sul tango argentino, tecnicamente abbastanza complesso ed eseguito con la giusta dose di “cattiveria” che caratterizza il noto ballo sudamericano. La coppia austriaca, seconda, paga il fatto di essere costituita da due ragazze di corporatura simile (l’altezza dei sollevamenti è mediamente inferiore rispetto alle coppie formate da ragazzo-grande e ragazza-minuta), tuttavia il loro libero è molto competitivo, estremamente accattivante e ricco di passaggi originali, non mancheranno di farsi valere!

Per quanto riguarda le squadre invece, sono solo tre i partecipanti. Vince meritatamente la compagine olandese Team Roy Rogers guidato da Cynthia Denvers alla longia di Rubin Royal 20 che presenta una toccante interpretazione di “War Horse”. Il Team Roy Rogers è seguito dall’altra squadra olandese Wittegheit 1, con M. Jans come longeur e cavallo Wim. Pasticcia un po’ più del dovuto il Team Svea (D. Friskbaek, Braveheart) che si deve accontentare del bronzo.

Qui le classifiche complete