Gareggiare in Austria, così come anche semplicemente assistere alle competizioni, è sempre particolarmente piacevole. L’atmosfera che si vive è speciale, i maneggi hanno sempre un fascino particolare, quel che di storico che rende la location attraente, e le gare, in un tale contesto, ne guadagnano, per quanto poco. Il Pferdezentrum di Stadl Paura (AUT) che dal 30 luglio al 3 agosto 2025 ha ospitato il Campionato Mondiale di Volteggio Equestre per Junior e Young Vaulters, nonché il Campionato Europeo Senior, non fa naturalmente eccezione, con i suoi edifici gialli curatissimi, immersi nel verde, i tanti paddock e campi per il lavoro, quest’anno, purtroppo, solo a sprazzi illuminati dal sole, che questa estate ha voluto decisamente giocare a nascondino con nuvoloni neri.
Dopo 15 anni di assenza, il Pferdezentrum torna a ricevere i fuoriclasse “grandi e piccoli” per i massimi campionati di volteggio: quindici anni fa si svolsero solo gli Europei Juniores, quest’anno la platea si è assolutamente allargata e sono scesi nell’ampia arena coperta, non solo i migliori volteggiatori under 21 del mondo, ma anche il meglio dei volteggiatori europei 3*. L’evento, come ci si aspettava, è stato egregiamente organizzato, con staff accogliente e disponibile e pubblico numeroso e caloroso. Gli organizzatori non possono che essere rimasti estremamente soddisfatti per svariati motivi della riuscita della manifestazione, innanzitutto per la partecipazione al Mondiale Junior di una schiera veramente folta di atleti provenienti da ogni parte del globo (quest’anno, per la prima volta nella storia dei campionati, hanno partecipato volteggiatori anche di Estonia e dello Zimbabwe), per il livello altissimo con cui si sono espressi i concorrenti e non ultimo per il fatto che l’Austria ha conquistato non poche medaglie.
Ma veniamo alla cronaca.
Un campionato Mondiale Juniores di altissimo livello
Dopo una lunga prima giornata di obbligatori che ha visto impegnati tutti i partecipanti al concorso individuale junior e young vaulters, nonché le ragazze dell’individuale senior, cominciano subito a delinearsi quelli che saranno i protagonisti dell’evento: anche se non è infrequente che tra obbligatori e liberi le posizioni subiscano cambiamenti a volte anche radicali, tuttavia i volteggiatori più solidi dal punto di vista tecnico emergono già abbastanza chiaramente. Ad esempio nelle categorie individuali sia Junior che Senior, sia maschili che femminili, i primi tre in classifica negli obbligatori sono anche quelli che saliranno sul podio. Questo non vuol dire che la gara sia stata già definita fin dal primo giorno, anzi. Con i primi freestyle della seconda giornata, il concorso si accende, fa addirittura scintille.
Semplicemente sensazionale, da brividi, l’esercizio di Henry Frischmuth (GER, Gesa Buhrig, Capitain Claus OLD), al suo esordio come individuale (ha partecipato ai campionati in precedenza come membro della squadra junior di Fredenbeck). È veramente difficile descrivere a parole l’emozione che ha trasmesso, tutto è stato semplicemente perfetto. Tecnica, coreografia, musica, costume erano unici, ma ciò che più di ogni altra cosa ha stupito è stata la leggerezza con cui questo ragazzo di soli 15 anni si muoveva sul cavallo: semplicemente straordinaria, sembrava che Henry fosse del peso specifico dell’aria. È stato giustamente premiato con un 10 all’artistico. Anche Lukas Heitmann (GER, Sven Henze, Cleiner Onkel T OLD) ha eseguito un esercizio eccezionale, tecnicamente molto impegnativo, forse solo un po’ meno coinvolgente di quello del connazionale. All’inseguimento dei due tedeschi si è buttato anima e corpo Jan Stellahaegi (ITA, Nelson Alcides Vidoni, Monaco Franze 4). La sua performance è ottima, interpretazione intensa e movimenti complessi. I tre si distinguono particolarmente, ma almeno altri tre si fanno notare: Daniel Klotz-Dedora (CAN, Klaus Haidacher, Lavalino), Ettore Arena (ITA, Kevine Moneuse, Filon) e Erik Weidenauer (AUT, Antonia Baumann, Jupiter) ottengono tutti nel libero punteggi alti, tanto da farli concludere il campionato con score complessivi superiori ad 8.
Anche in campo femminile molte performance di quest’anno sono state splendide, e si è presentata una situazione abbastanza simile a quella verificatasi in campo maschie. Confronto serratissimo in particolare tra Josephine Vedel Sondergaard Nielsen (DEN, Hanne Haagen Hansen, Sultan EG), Clara Ludwiczek (AUT, Lena Kalcher-Prein, Asti Royal XL) e Fanny Seidl (AUT, Kevine Moneuse, Filon), i cui tre esercizi sono stati a turno, nelle tre prove, obbligatori-libero-libero, i migliori, ma che alla somma totale hanno premiato la danese Josephine seguita a ruota dalle austriache Clara e Fanny.
Tutte e tre brillano per doti artistiche e tecniche, pur mostrando ognuna aspetti peculiari: Josephine per energia e precisione, Clara per la purezza del movimento e Fanny per eleganza. Importante sottolineare che anche Josephine si è guadagnata un 10 all’artistico, a riprova del suo livello che la colloca ai massimi ormai da tre anni. Come accennato precedentemente anche altre concorrenti meritano di essere menzionate, poiché concludono tutte con un punteggio superiore a 8 e hanno decisamente contribuito a rendere la gara emozionante: sono Antonia Mayerhofer (AUT, Maria Lehrmann, Calcifer), Amari Santamaria Diaz (GER, Andrea Harwardt, Star Time W), Emi Yang (USA, Johnny Fiskbaek, Havhojs Bello Nero), Isalotte Van Agteren (NED, Andrea Boe, Dimitri Rocks).
Il concorso per il Pas de deux Junior ha visto il duo formato da Flora Maurer e Larissa Jobstl (AUT, Eva Maria Kreiner, Leonardo)
dominare nettamente la gara. Entrambe le performance sono state eseguite molto, molto bene, nonché costruite in modo egregio, con passaggi difficili ed originali. Felix Wohe e Greta Helene Liebig (GER, Andrea Harwardt, Quesera-Sera) con il secondo libero sono riusciti a sorpassare Lea Maeder e Lena Nyffenegger (SUI, Sarah-Nadia Nyffenegger, C Limited Edition) che purtroppo, a fronte di un esercizio molto bello e vario, non sono riuscite a completarlo in modo del tutto pulito. Veramente sfortunata l’uscita delle sorelle Evie e Milly Jesset (GBR, Antonia Baumann, Jupiter), quarte dopo il primo round, messe in difficoltà (come negli individuali) dal cavallo inquieto e troppo veloce, che di fatto non ha permesso loro eseguire la seconda manche come invece hanno dimostrato di saper fare in altre occasioni.
Concludiamo la carrellata sul campionato Junior con i risultati delle squadre. L’Austria (Robert Robl, Fornarina 3) si aggiudica il confronto con la Germania (Peter Wagner, Sambas Argument von Ka), ma non senza lotta. Entrambe le compagini sono state eccellenti, anche se molto diverse, con punteggi sempre molto vicini. Il libero delle tedesche, è stato tutto giocato sulla leggerezza delle sei ragazze, total white, come in una danza di fiocchi di neve, con belle figure ad incastro, e gesti ben coordinati. Quello degli austriaci di aspetto molto più futurista, con tutine cangianti e musica che richiamavano scenari spaziali, ha potuto puntare di più sulle figure alte, grazie tra l’altro, alla presenza di un ragazzo in squadra. Entrambi gli esercizi sono risultati molto puliti nell’esecuzione. La pulizia nell’esecuzione è invece ciò che è mancato alla Svezia (Daniela Fiskbaek, Elversoes Galantic), salita sul terzo gradino del podio. Un vero peccato perché come libero è quello che ci è piaciuto di più, per l’originalità sia delle figure che della musica (tutta e sola la splendida “Nothing Else Matter” dei Metallica) e della sua interpretazione. Sembrava che la musica scorresse dentro i ragazzi! Eccezionale la piccola volante, dura come un bastoncino!
Menzione speciale anche per la squadra USA (Selena Brummund, Drillian), il cui limite maggiore sono purtroppo gli obbligatori, su cui devono ancora lavorare parecchio. Viceversa, il libero è già maturo, è stato eseguito senza particolari errori o sbavature, con figure varie, anche di una discreta difficoltà. Particolarmente convincente poi, l’interpretazione, con una scelta di movimenti non banali, perfettamente in tema con la “storia” da raccontare.
Nel mondiale Young Vaulters in molti aspirano alla palma
Sfida tra grandi campioni anche tra gli Young Vaulters, sia in campo femminile che maschile. La categoria, nata come transizione “dolce” tra Junior e Senior, permette di vedere all’opera atleti giovani particolarmente promettenti, quelli che presumibilmente in futuro prenderanno il posto degli attuali grandi campioni. Quest’anno, in particolare, non siamo rimasti delusi. Anna Weidenauer (AUT, Maria Lehrmann, Calcifer) si impone meritatamente su tutte, anche se la gara è stata aperta a qualunque risultato. Durante le tre prove si sono infatti verificate variazioni di posizione abbastanza significative. Alla fine del primo round, dopo la prova tecnica, il podio era tutt’altro che scontato. La Weidenauer, tra tutte, è stata la più costante, sempre con prestazioni di sommo livello. A parte gli obbligatori, che era di poco dietro alla sola Noemi Licci (SUI, Rita Blieske, Nashville Grandia Z), le sue prove sono state sempre le migliori: nel libero, tutti i giudizi, sia tecnici che artistici, non sono mai scesi sotto il 9. Il volteggio austriaco ha fatto doppietta occupando anche il secondo gradino del podio grazie a Leonie Koller (AUT, Klaus Haidacher, Lavalino). Sempre alle costole delle prime, Leonie è risalita di una posizione dopo ogni prova, grazie ad un’ottimo technical test e un libero estremamente preciso. La segue Lisa Marie Wagner (GER, Katja Wagner Cascais), autrice di un freestyle eccezionale, il cui punteggio differiva solo di sei millesimi da quello della Weidenauer.
La delusione maggiore è per Noemi Licci (SUI, Rita Blieske, Nashville Grandia Z), che alla conclusione del primo round tallonava Anna Weidenauer, ed aveva concrete speranze di contenderle la palma: è scivolata fuori dal podio dopo una prestazione nel libero non pienamente soddisfacente (per gli altissimi standard delle concorrenti). Partita molto bene, un errore evidente alla fine dell’esercizio, ne ha compromesso il risultato in modo pesante.
Anche se fuori dal podio, altre prestazioni sono state eccellenti: prima di tutto quella di Mara Hofer (SUI, Rita Blieske, Nashville Grandia Z), la cui solida scuola svizzera non tradisce, che recupera con il libero ben tre posizioni (ma già il tecnico era stato di altissimo livello). Kylynn Ghafouri (USA, Christina Ender, San Felice Z), l’astro nascente degli Stati Uniti, appena rientrata da un infortunio, e Zoe Da Silva (FRA, Sirine Abousaid Londontime), le cui prove, tecnica e libera, promettono molto.
Forse Arne Heers (GER, Sven Henze, Cleiner Onkel T OLD) per primo non avrebbe scommesso sulla sua vittoria, avendo come avversari due “mostri” come Bela Lehnen (GER, Alexandra Knauf, Formel 1 D.C.) e Sam Dos Santos (NED, Emy Dos Santos, Hero), ma questa gara è la riprova che quando si ha a che fare con i cavalli è finita solo quando è finita. Il volteggio è sempre uno sport di squadra, anche quando si gareggia come individuale, e la componente con la maggiore incognita non è il volteggiatore! Arne Heers si è dimostrato un campione veramente solido e capace, accurato nella scelta e nell’esecuzione delle figure, proprio “bello” sotto tutti i punti di vista. L’oro se l’è più che meritato. Bela Lehnen, in testa dopo gli obbligatori, ha commesso un errore fatale durante il technical test, costatogli un punteggio relativamente basso, che ha compromesso la sua rincorsa al titolo, che, alla fine del primo round, sembrava proprio alla facile portata di Sam Dos Santos. Arne e Bela realizzano entrambi un ottimo libero, Arne in modo particolare. Quando Sam scende in arena l’atmosfera è tesa. Lo sente anche Hero, il suo cavallo, che appare subito molto carico: è molto veloce, troppo. Sam è incredibile. Solo lui poteva stare in equilibrio in quelle condizioni. Non cade, ma le sue figure sono inevitabilmente imperfette. Al termine Dos Santos è chiaramente deluso, ma la verità è che è stato eccezionale. 
Partecipazione molto positiva anche per Ben Lechtenberg (GER, Stefan Lotzmann, Iwan) e Jakub Roguski (POL, Tomasz Ogonowski, Bastion) che si sono contesi il quarto e quinto posto. Rogusky ha puntato tutto sull’intensa interpretazione “alla francese”, ma le figure, purtroppo, non sono state sempre eseguite in modo impeccabile, mentre la performance di Lechtenberg è stata molto più tecnica e oggettivamente molto ben eseguita. Tom Menand (FRA, Sebastien Langlois, Ultrachic HDC), partito in sordina, ha fatto un’eccellente figura con il libero.
Classifiche complete del Campionato Mondiale Junior e Young Vaulters
Prove indimenticabili al Campionato Europeo Senior
Rispetto al Mondiale Junior, il massimo campionato Europeo ha riservato meno sorprese in termini di risultati, ma ha offerto uno spettacolo unico.
Pronostici pienamente rispettati per la competizione individuale femminile, che si conclude con una fantastica quanto già preannunciata tripletta tedesca. Nell’ordine si sono piazzate Kathrin Meyer (GER, Gesa Buhrig Capitain Claus OLD), Alice Layher (GER, Daniel Zembrot, Candy 738), Alina Ross (GER, Volker Ross Baron R). Il dominio teutonico non è mai stato messo neanche lontanamente in discussione. Kathrin Mayer e Alice Layher sono tecnicamente di una perfezione quasi assoluta, attualmente non hanno rivali, fanno una gara a sé. In particolare la Mayer, oltre che tecnicamente superiore a qualunque altra, è allo stesso tempo elegante come poche riescono ad esserlo. Alina Ross è fenomenale nel libero, ma nell’aspetto tecnico non raggiunge ancora i livelli stratosferici delle connazionali, il che è tutto dire, visti i punteggi ottenuti. L’unica concorrente che è riuscita in qualche modo a rimanere nella scia delle tre tedesche è Danielle Bürgi (SUI, Selena Brummund, Drillian), il che è una bella soddisfazione, al rientro dal brutto infortunio che l’ha costretta al forfait lo scorso anno. Un po’ staccate, ma comunque con punteggi finali di tutto rispetto, superiori a 8, troviamo anche Michelle Brugger (SUI, Monika Winkler-Bischofberger, Acardi Van De Kapel), Cornelia Pikl (AUT, Melanie Neubauer, Enjoy the Moment), Sabine Kuntner (AUT, Miriam Hilbert, Rocco D) e Rebecca Greggio (ITA, Claudia Petersohn, Orlando Tancredi).
La composizione del podio in campo maschile era sicuramente meno scontata, il divario tra i maggiori contendenti non era così netto come in campo femminile. Quentin Jabet (FRA, Loic Devedu Othello van’t Laarhof) sulla carta era il favorito, ma veniva da una stagione non esaltante, con un nuovo cavallo. Thomas Brusewitz (GER, Maik Husmann William II Z) invece, aveva dimostrato durante i CVI di primavera di essere in forma, sempre tra i più quotati volteggiatori del mondo. Philip Clement (AUT, Lena Kalcher-Prein Louis Bonheur) entra prepotentemente nella partita, è giovane e in continua crescita. Jannik Heiland (GER, Barbara Rosiny, San Djamiro), anche lui reduce da una stagione un po’ sottotono, ha dimostrato, grazie alla sua grandissima esperienza e classe, di avere sempre delle buone chances. Competizione aperta dunque.
Dopo gli obbligatori Thomas Brusewitz è in testa, anche se il vantaggio su Jabet e Clement non è enorme. Anche Heiland è ancora in gara. Le cose cambiano con il tecnico, Brusewitz non lo esegue al meglio, e Jabet lo sorpassa, nonostante anche l’esercizio di Jabet non sia perfetto, ma il punteggio su cavallo questa volta fa decisamente la differenza. Heiland esegue un’ottima prova e sorpassa, alla fine della prima manche, Clement, che pure nelle valutazioni tecniche è il migliore, ma paga moltissimo nell’aspetto artistico. Alle battute finali Thomas tenta il tutto per tutto, ma nulla può contro Jabet, l’“extraterrestre”! Ancora una volta Jabet fa vedere il “Volteggio con la V maiuscola”. Bellissimi gli esercizi liberi degli avversari, ma il suo è un’altra cosa. Tecnica nascosta dalla grazia. Ad un occhio non esperto la performance potrebbe sembrare facile, tanta è la naturalezza con cui viene eseguita. Anche un occhio non esperto godrebbe infinitamente dello spettacolo donato, della vera e propria coreografia, non solo una serie di figure (difficili) eseguite sulla groppa, della scelta della musica, dell’outfit. Tutto insomma ha contribuito a rendere indimenticabile l’opera (anche il lunger in divisa del Cadre Noir ;-)).
A rendere spettacolare questo campionato, hanno comunque contribuito anche altri atleti, che devono essere doverosamente ricordati. Nell’ordine di classifica, hanno comunque totalizzato uno score superiore a 8 – oltre ai già citati – Leon Huesgen (GER, Stefanie Eggink, Diamond Sky 9), Lukas Heppler (SUI, Melanie Neubauer, Enjoy the Moment), Sven Ris (SUI, Monika Winkler-Bischofberger, HCHC’s Fuerst Fabelhaft) e Rik Bierling (NED, Maureen Hekert, Escape).
Ma le meraviglie in questo magnifico campionato Europeo non si esauriscono con gli individuali. Un vero trionfo quello di Rebecca Greggio e Davide Zanella (ITA, Claudia Petersohn, Orlando Tancredi) nel Pas de Deux. La coppia italiana inseguiva ormai da qualche anno questo risultato, mai raggiunto nonostante abbia vinto per due anni consecutivi la coppa del mondo. Finalmente quest’anno è andato tutto liscio, le due performance sono state semplicemente superbe! Un esercizio fantastico, quello presentato, con passaggi da lasciare con il fiato sospeso, sempre sulla musica, sempre in movimento, con continui cambi di posizione dei due volteggiatori, gestualità non scontata, ma soprattutto un’armonia perfetta con il cavallo. Durante le due prove il pubblico non ha potuto che trattenere il fiato in un silenzio quasi religioso, per poi esplodere in un boato entusiasmante non appena Davide concludeva l’esercizio toccando il suolo senza errori dopo un salto mortale indietro teso.
La piazza d’onore è andata meritatissimamente a Zoe Maruccio e Syra Schmid (SUI, Michael Heuer Latino V. Forst CH). Le due ragazze svizzere, vere veterane del pas de deux, confermano il risultato ottenuto lo scorso anno ai Mondiali di Berna, ribadendo che anche un pas de deux formato da due ragazze può essere molto competitivo. Il loro successo è dovuto non solo all’invenzione di passaggi e posizioni originali. La loro routine, innovativa ed interessante, è curata nei minimi particolari, anche nelle figure di transizione, ed è anche “alta”: alcuni dei sollevamenti eseguiti non avevano nulla a che invidiare a quelli che tradizionalmente vengono eseguiti dalle coppie uomo-donna. La medaglia di bronzo se la sono invece aggiudicata Diana Harwardt e Peter Kunne (GER, Andrea Harwardt, Crashkurs), i trionfatori dello scorso anno, questa volta un po’ meno convincenti: sicuramente rispetto alle coppie che li precedono, le posizioni sul cavallo di Kunne sono più statiche. Positive anche le performance di Jella Hamann e Arne Heers (GER, Andrea Boe, Dimitri Rocks), che hanno mostrato anche figure nuove, e della seconda coppia svizzera, Remy Brunner e Michelle Brugger (SUI, Monika Winkler-Bischofberger, Acardi Van De Kapel) alla loro prima uscita in un campionato continentale.
Forse l’unica parte un po’ deludente dell’intero campionato è stata la competizione delle squadre, a causa del numero veramente esiguo di partecipanti: solo quattro. Di fatto non c’è stata gara, la Germania (Alexandra Knauf, Ecuador 28) ha immediatamente distanziato le altre squadre, fin dagli obbligatori. Anche il libero è nettamente superiore agli altri, molto più difficile ed eseguito con molta più sicurezza. Le ragazze della Svizzera (Alexandra Lowy, Fjall Raven) si impegnano molto ed eseguono un ottimo esercizio, con le figure che si susseguono con un ritmo serrato, ma i loro sforzi non sono stati sufficienti per raggiungere la Germania. Segue l’Austria (Martina Seyrling, Fuerst D) che presenta un bel libero, con vari passaggi inediti, pesantemente penalizzata però dalla valutazione sul cavallo.
La manifestazione si chiude con il tradizionale Nation Team Event, che, prevedibilmente, è stravinto dalla Germania, che fa scendere in campo, accanto alla squadra, due delle sue superstar: Alina Ross e Kathrin Meyer. Successo garantito! Ottengono i tre migliori punteggi. Posizioni invertite rispetto al concorso a squadre per Austria e Svizzera. L’argento è appannaggio dell’Austria, che schiera Cornelia Pikl (Melanie Neubauer, Enjoy the Moment) e Philip Clement, mentre la Svizzera propone Sven Ris e Lukas Heppler.

Classifiche complete del Campionato Europeo Senior
Classifiche complete del Campionato Mondiale Junior e Young Vaulters
FEI World Vaulting Championships for Junior and Young Vaulters 2025_RESULTS




















































































































































































































