La trasferta per i massimi campionati continentali e mondiali di volteggio 2025 è andata bene. L’anno 2025 segna un’altra tappa fondamentale per il volteggio italiano. Un altro traguardo raggiunto: non solo l’epica vittoria di Rebecca Greggio e Davide Zanella (Claudia Petersohn, Orlando TancrediScuderia I Prati) nel Pas de Deux, ai Campionati Europei, ma anche il bronzo conquistato ai Mondiali Juniores da Jan Stellahaegi (Nelson Vidoni, Monaco Franze 4 ASED La Fenice). Per la prima volta un ragazzo italiano sale sul podio nell’individuale Junior e compete alla pari con i suoi coetanei tedeschi.

Il trionfo del Pas de Deux italiano

Finalmente il nostro Pas de Deux ha ottenuto il successo che aspettava e ricevuto il tributo che si aspettava. La platea è impazzita alla fine della loro performance, un boato incredibile ha salutato la conclusione, preceduto, durante la prova, da un silenzio perfetto, tanta era la tensione del momento. Tutti si sono accorti che la performance di Rebecca e Davide era più di qualche gradino sopra le altre. Tutti l’attendevano, dopo gli assaggi avuti in Coppa del Mondo. Dopo due edizioni andate storte, che hanno lasciato un incredibile amaro in bocca, la paura latente era che si avverasse il detto “non c’è due senza tre” e capitasse qualche intoppo anche quest’anno. Sarebbe stata una vera tragedia. Invece no! Davide e Rebecca sono stati superlativi. Claudia Petersohn, la loro lunger, impeccabile. Orlando Tancredi, il loro pomellato, l’artefice di tante gioie, ma anche dolori, ha tenuto benissimo. I quattro si sono mossi in perfetta armonia, hanno saputo dominare l’inevitabile nervosismo che un tale appuntamento produce. Anche Emanuele Righetto, il loro preparatore da sempre, e Lorenzo Lupacchini, il tecnico federale, possono essere pienamente soddisfatti del risultato ottenuto, non solo per la meritata vittoria, ma soprattutto per aver contribuito, grazie alla loro esperienza e “occhio clinico”, a costruire un esercizio favoloso, complesso nel susseguirsi delle posizioni e a dir poco arduo, il tutto senza “infastidire” Orlando, scegliendo e ordinando oculatamente le figure che Orlando era in grado di accettare.
Se la dinamicità è con tutta probabilità il tratto più distintivo della specialità del Pas de Deux, dove i due volteggiatori devono muoversi sempre insieme per due lunghissimi minuti sul cavallo (non possono scendere, nemmeno a turno, come nell’esercizio della squadra), Rebecca e Davide, hanno portato questo aspetto ai massimi livelli, come nessuno aveva mai fatto prima. Lo si capisce fin dalle prime battute della musica: fin dalla salita è un susseguirsi di rotolamenti sulla groppa con movimenti di braccia e gambe coordinati e sincronizzati, di figure sempre “unite”, in cui la posizione di ciascun volteggiatore è funzionale a quella dell’altro, non semplicemente giustapposte, indipendenti l’una dall’altra. Anche nei sollevamenti, gli elementi in genere più statici, il porteur non è mai fisso in un’unica posizione, esegue continui cambi del “peso”, anche mentre la compagna è tenuta in alto. A completare la bellezza dell’esercizio anche la scelta della musica, la “Magnifica” di Marco Guazzone, che omaggia Vivaldi e la sua “Primavera”, che viene richiamata anche dai costumi, lucenti quanto eleganti, inconsueti rispetto a quelli degli altri, ma non eccessivi, proprio di ottimo gusto.
Ma quello che fa di questo grande successo proprio un fatto eccezionale è che dopo gli storici trionfi del duo Silvia Stopazzini/Lorenzo Lupacchini, culminati con la conquista della medaglia d’oro ai WEG 2018 a Tryon (USA), si può forse cominciare a parlare di una “scuola italiana” per il Pas de Deux. Spiccata dinamicità e attenzione ad ogni minimo particolare tecnico e coreografico sono state infatti caratteristiche peculiari già dell’esercizio di Silvia e Lorenzo.

Per restare sull’Europeo, significativa la prestazione di Rebecca Greggio (Claudia Petersohn, Orlando Tancredi) anche nell’individuale. Rebecca ha concluso l’Europeo in ottava posizione, la sua migliore di sempre, con un punteggio di tutto rispetto, che la colloca senz’altro tra le “temibili” d’Europa. I punti di forza della nostra atleta sono senz’altro il technical test e il libero, che, oltre ad essere molto avanzati come difficoltà, hanno il pregio di avere una loro connotazione propria, riconoscibile.
Meno brillante invece il campionato individuale di Davide Zanella che ha gareggiato su Eclair du Logis longiato da Kevine Moneuse. Difficoltà si sono palesate subito, fin dagli obbligatori e continuate con il tecnico. Solo con il libero si è vista una certa ripresa. Né Eclair né Davide si sono comportati al meglio, Davide, a sua discolpa, era appena rientrato da un infortunio occorsogli in allenamento relativamente poco tempo prima, e avrà voluto giustamente concentrarsi essenzialmente sul Pas de Deux, tralasciando un po’ il resto, Eclair alla prima uscita di tale lunghezza e intensità.

Un nostro ragazzo sul podio mondiale

Come anticipato in apertura, il 2025 segna una pietra miliare per il nostro volteggio: per la prima volta un ragazzo italiano è salito sul podio in un Campionato Mondiale Juniores. Jan Stellahaegi, in forze all’ASED La Fenice, guidato dalle storiche glorie Anna Cavallaro e Nelson Vidoni (alla longia di Monaco Franze 4), è riuscito nella grande impresa. Che Jan fosse estremamente promettente lo si sapeva da tempo, lo scorso anno, a Berna, aveva sfiorato il podio, classificandosi quarto ai Campionati Europei 2024. Durante tutta la passata stagione invernale e primaverile ha lavorato duro, a dispetto di qualche infortunio che ha inevitabilmente ostacolato la preparazione. Ma Jan ce l’ha fatta comunque. In questo ultimo periodo è maturato moltissimo, come atleta ha assunto una fisionomia precisa che gli si addice. Solidissimo negli obbligatori, si è esibito in un libero che presentava numerose figure che richiedono una grande abilità, legate tra loro da movimenti coreografici di grande impatto emotivo, “alla francese”. I punteggi ottenuti, sempre tutti sopra l’8 (finale 8.501), sono lusinghieri, e lo proiettano nel gotha del volteggio juniores, vera promessa su cui si può contare. L’intesa con Monaco Franze è stata perfetta. Nonostante l’età, il vecchio cavallo di Anna Cavallaro ha fatto ben più che il suo dovere: con la sua andatura tranquilla, regolare e sicura ha permesso a Jan di esprimersi al meglio.

A parte Jan, è doveroso segnalare anche l’ottima prestazione di Ettore Arena (Kevine Moneuse, FilonIcaro Blu), sempre nell’Individuale Junior. Ettore si è classificato al quinto posto, ha dimostrato di poter competere ai più alti livelli. In particolare il suo libero è stato molto apprezzato e risulta assolutamente distintivo, sempre sulla musica, con movimenti che si adattano ad essa alla perfezione. Peccato che durante il primo freestyle, una piccola scivolata con un piede e un’altra figura non eseguita alla perfezione, abbiano fatto un po’ abbassare il punteggio, solo di pochi centesimi, ma quello che bastava, visto che il distacco tra la quarta e la sesta posizione (in questa prova) era veramente risicato. Nonostante abbia eseguito una splendida seconda manche, è stato superato un esplosivo Daniel Klotz-Dedora (CAN) che lo inseguiva da vicino e gli ha soffiato la piazza d’onore. Il lavoro compiuto quest’anno da Ettore è comunque veramente notevole, un quinto posto ad un mondiale non è certo da disprezzare.

Non deve rimproverarsi nulla neppure il nostro scricciolo Matilde Resente (Nelson Vidoni, Robert Redford 5 ASED La Fenice) che, a soli 14 anni, ha superato lo sbarramento previsto per l’accesso al secondo round della competizione individuale, il che la colloca automaticamente tra le migliori volteggiatrici al mondo. Matilde farà strada, in questi campionati non è stata aiutata dal suo Robert Redford (Red), che purtroppo non è riuscito a scendere in campo sereno, ma si rifarà. Non c’è dubbio infatti che a Red piaccia Matilde, a volte faccia un po’ il “matto”, con Matilde sulla groppa tende a calmarsi, più che con altri.

Purtroppo Robert Redford ha reso più complicata del previsto anche la prova della squadra junior, formata da Matilde Resente, Aurora Bellinato, Aurora Girelli, Tommaso Comi, Jan Stellahaegi e Elisabetta Cattani sempre con Nelson Vidoni al centro. Anche se in questi campionati non abbiamo assistito alle migliori performance della squadra, bisogna però dire che la seconda prova libera è stata nel complesso molto buona, e che i ragazzi sono stati molto bravi a reagire positivamente alle difficoltà: in particolare durante la prima prova libera, un cambio nell’andatura di Robert Redford proprio durante la il sollevamento nella figura a tre, dove i ragazzi si sono scomposti e hanno rischiato di cadere, ha compromesso il risultato. Anche se la trasferta non è andata proprio come speravano, la squadra ha grande potenziale, ha acquisito una grande fluidità nei movimenti, sanno eseguire anche figure complesse, il gruppo dà l’impressione di essere ben amalgamato, che i ragazzi si fidino completamente l’uno dell’altro, e questo vale più di ogni altro aspetto.

Per Giorgia Fanucci (Elettra Lambardi, Sperlari GoldCentro Ippico Sperlari Gold), l’unica nostra concorrente in categoria Young Vaulter, questo campionato va pensato come un “passaggio”, un necessario rallentamento dovuto alla transizione dalla sua fedele e sicura cavallina Bambola, che fino allo scorso anno aveva condiviso ogni successo, al nuovo compagno a quattro zampe Sperlari Gold. Sperlari, nonostante i grandi progressi effettuati in questo ultimo anno, ancora non è del tutto pronto per sostenere una competizione così impegnativa ad altissimi livelli, gli manca sicuramente l’esperienza e la freddezza per affrontare un pubblico urlante, una trasferta lunga. I suoi attuali limiti si vedono non tanto negli obbligatori, quanto nelle prove più impegnative, come tecnico e libero, dove le posizioni sulla groppa sono molto più variabili. Sia nel tecnico che nel libero, Giorgia è partita molto bene, con due salti molto ben eseguiti, sicuri, ma poi Sperlari ha cominciato ad accelerare fino a raggiungere una velocità troppo sostenuta per Giorgia, che non è riuscita ad eseguire il resto delle routine come si deve.

Che dire dunque in conclusione? Il team Italia è partito con una compagine veramente ridotta, erano anni che non si schieravano così pochi partenti ai campionati: due soli concorrenti in categoria senior, Rebecca Greggio e Davide Zanella, solo in tre nell’individuale Junior, Jan Stellahaegi, Ettore Arena e Matilde Resente, la squadra Junior e una sola concorrente in categoria Young Vaulters, Giorgia Fanucci. Nonostante ciò è andata bene, sono stati raggiunti due obiettivi importantissimi, ma comunque rimane un po’ di retrogusto amaro, come se il nostro volteggio stia attraversando un momento di crisi. Ci sarebbe piaciuto vedere più italiani in gara, sentire più volte l’accattivante motivetto “Tutta l’Italia” che ha accompagnato le nostre entrate e trascinato l’incitamento del pubblico. Sicuramente quelli scesi in arena sono i nostri migliori atleti, ma ci sarebbe piaciuto che non fossero stati gli unici, sarebbe stato bello schierare una squadra completa, o quasi, come qualche anno fa, come i grandi, la Germania in primis. La convocazione per i campionati continentali o mondiali è motivo d’orgoglio per i nostri ragazzi, anche se sanno di non poterli vincere. Sono uno stimolo fortissimo per dare sempre di più, un vero confronto con i migliori sulla piazza, una vera prova di resistenza, anche per i cavalli, che devono imparare a “uscire di casa”. Quali che fossero i motivi che hanno portato ad una selezione così esigua, speriamo che per i prossimi anni si risolvano, che il commento comune non sia… “gli Italiani, sì, ogni tanto qualcuno di bravo c’è, ma sono veramente pochi.”

Classifiche Campionati Europei Senior

Classifiche Campionati Mondiali per Junior e Young Vaulters