I Campionati Europei Juniores di Volteggio Equestre 2022 si sono svolti, per la seconda volta consecutiva, dal 27 al 31 luglio, in Ungheria a Kaposvar presso il centro della Pannon Lavasakademia. Si ritorna sempre volentieri a gareggiare in questa struttura suggestiva e immersa nel verde, con un’organizzazione ormai rodata ed efficiente, che ha permesso lo svolgersi del campionato senza intoppi, in serenità.

Equilibrio nella distribuzione degli ori

Se dobbiamo trovare un aspetto distintivo di questi Europei 2022, penso possa essere riconosciuto nell’equilibrio nella distribuzione delle medaglie d’oro. Germania e Austria hanno raccolto lo stesso identico numero di ori (due), argenti (tre) e bronzi (tre), ma un oro è andato anche alla Francia, per l’individuale Young Vaulter maschile e uno alla Svizzera, con il concorso a squadre. L’Austria va a podio in tutte le categorie.
Un’altra caratteristica di questa edizione dei campionati è che vara dei cambiamenti strutturali significativi rispetto alle precedenti. Innanzitutto, una nuova medaglia in palio con l’introduzione della categoria individuale Young Vaulter, ma anche l’eliminazione degli obbligatori nella seconda manche e lo sbarramento ai primi venti in classifica, anziché quindici, per l’accesso alla finale.

La nuova categoria Young Vaulter 2*

L’individuale Young Vaulter entra a far parte ufficialmente delle “grandi categorie”. Pensato per rendere la transizione da junior 2* a Senior 3* un po’ più graduale, prevede obbligatori in linea con quelli usuali 2*, ma introduce un esercizio tecnico con tre figure a scelta tra quelle individuate dalla FEI per i 3*. Alla categoria sono ammessi concorrenti che abbiano un’età compresa tra 16 e 21 anni e permette a molti volteggiatori giovani di continuare a gareggiare a livello continentale prima di entrare definitivamente nella difficile arena dei 3*.

Un campionato basato su tre prove

L’altra novità introdotta è il campionato basato solo su tre prove anziché quattro: per gli junior una prima manche formata come al solito da obbligatori+libero, mentre la seconda, dopo lo sbarramento, solo da un ulteriore libero. Anche per gli Young Vaulter sono previsti due round, il primo costituito da obbligatori+tecnico, il secondo dal libero, senza però alcuno sbarramento. In entrambi i casi la classifica viene redatta facendo la media dei due round.  Il libero, quindi, viene ad acquisire decisamente maggior peso rispetto alle altre due prove, cosa comprensibile visto che è quello più spettacolare e vario. Quali siano state le motivazioni per questi cambiamenti non ci è dato saperlo con certezza. Possiamo solo ipotizzare che siano dovuti al tentativo di alleggerire il carico di lavoro per cavalli e volteggiatori con un programma un po’ meno concentrato: si aumentano le pause, senza però allungare la permanenza e quindi i costi.  Certo però che in questo modo i campionati continentali perdono la loro caratterizzazione strutturale rispetto ai “normali” CVI.

Ma vediamo in dettaglio cosa è successo nel campo gara.

Prima giornata

Dopo la prima giornata di obbligatori Germania e Austria danno l’impressione di essersi già aggiudicate saldamente tutte le prime posizioni, e che invece i giochi rimangano molto aperti nelle posizioni seguenti. Basti pensare, a riprova di ciò, che in campo femminile, ad esempio, a parte l’austriaca Anna Weidenauer (Maria Lehrmann, Chivas 14), unica in assoluto a superare l’8 negli obbligatori, le sei volteggiatrici seguenti hanno punteggi compresi tra 7.611 e 7.690. Anche in campo maschile il distacco è piuttosto netto tra il leader della classifica, il tedesco Bela Lehnen (Alexandra Knauf, Formel 1 D.C.) e gli inseguitori.  Situazione analoga per le squadre, un po’ meno definita tra gli Young Vaulter.

Seconda giornata

Anche la seconda giornata non ha riservato grandissime sorprese: tra le squadre la Germania accresce il suo vantaggio nei confronti delle avversarie grazie ad un libero magistralmente eseguito e ricchissimo di difficoltà, ma anche la squadra svizzera comincia decisamente a farsi notare.
Nella prima prova del Pas de Deux, la coppia austriaca formata da Anna Weidenauer e Paul Ruttkowsky (Lena Kalcher-Prein, Louis Bonheur), medaglia d’argento ai mondiali dello scorso anno, si stacca decisamente dalle altre. Si prospettava una lotta per il secondo posto tra la coppia tedesca formata da Finn Gallrein e Frances Nandy Moldenhauer (Andrea Harwardt, Longinus 4) e quella italiana di Sofia Crippa e Greta Gemignani (Kevin Moneuse, Filon), ma un problema al cavallo ferma la coppia italiana che deve abbandonare la competizione alla fine della prima prova.
Nello Young Vaulter si verificano i primi aggiustamenti di posizione. Il francese Ruben Delaunay (Yannick Kersulec, Orlof de Conde) risale dal quarto al secondo posto grazie ad un tecnico veramente ottimo, al contrario, in campo femminile, la super favorita tedesca Mona Pavetic (Alexandra Knauf, Formel 1 D.C.) lo sbaglia completamente e scende dalla prima all’ottava posizione, lasciando campo libero alla connazionale Alice Layher (Andrea Blatz, Lambic Van Strokappeleken) autrice viceversa di una prova strepitosa.

Terza giornata: accesso alla finale per gli individuali Junior

Terza giornata di gare, cruciale per l’accesso in finale negli individuali Junior. Quest’anno i finalisti sono in numero maggiore rispetto alle edizioni passate ed è una fortuna, altrimenti non avremmo potuto rivedere la prova della “piccola” britannica Milly Jessett (Suzy Cusick, River of Thyme): una vera sorpresa! Dalla ventottesima posizione dopo gli obbligatori, si è piazzata sedicesima grazie ad un libero che ha impressionato non poco. Non si ricordano molte rimonte di tale portata! Entusiasmo anche per un altro “piccolo”, Jan Stellahaegi (ITA, Nelson Alcides Vidoni, Dante), che dopo degli obbligatori già buoni, ha convinto ancor di più i giudici con il suo libero: la sua sorprendente elasticità, unita a una più che buona pulizia nell’esecuzione, non poteva non colpire.  Per quanto riguarda l’alta classifica, Anna Weidenauer prende il volo e si candida a campionessa Europea 2022. Tra i ragazzi Bela Lehnen mantiene il primo posto, ma è tallonato in modo strettissimo dall’austriaco Paul Ruttkowski (Maria Lehrmann, Chivas 14). Da segnalare anche una splendida rimonta di un altro tedesco, Arne Heers (Sven Henze, Cleiner Onkel T), che ha eseguito un libero veramente eccezionale.

Si proclamano i primi campioni europei Young Vaulter

Questa terza giornata di gare ha indubbiamente un grande primato: ha decretato in assoluto i primi campioni Europei della categoria Young Vaulter: si tratta della tedesca Alice Layher (Andrea Blatz, Lambic Van Strokappeleken), che con il suo free style pulito e tecnicamente complesso ha ulteriormente incrementato il suo distacco dalla seconda, la comunque ottima Hannah Miriam Haigermoser (AUT, Lena Kalcher-Prein, Luois Bonheur). Bronzo per un’altra tedesca Oceane Schattleitner (Julia Handel, Amontillado 9).  In campo maschile invece, si è imposto il francese Ruben Delaunay (Yannick Kersulec, Orlof de Conde) che ha scavalcato il favorito Philippe Clement (AUT, Eva Maria Kreiner, Leonardo), mentre il terzo gradino del podio va al compagno di squadra di Clement, Fabian Lipp (Eva Maria Kreiner, Leonardo). Sia Delaunay che Clement hanno proposto liberi molto belli, anche se profondamente diversi, ma quello di Delaunay aveva un quid in più, il cavallo di Clement, inoltre, non era proprio al top. Nel programma libero così come nel tecnico, Delaunay è riuscito ad esprimersi al meglio, riuscendo a coniugare significative difficoltà tecniche con inimitabili aspetti coreografici.

Quarta giornata

L’ultima giornata di gara, si apre con il Pas de Deux. Si conferma la classifica della prima manche con la sola eccezione dell’esclusione della coppia italiana, una delle candidate a medaglia. L’oro è andato giustamente alla coppia austriaca Weidenauer/Ruttkowsky, semplicemente fantastica: per perdere avrebbe veramente dovuto combinare un disastro! Azzeccata la scelta del tema del Titanic, magistralmente interpretato, ricchissimo di figure importanti. Anche la coppia tedesca Gallrein/Moldenhauer, seconda classificata, esegue un esercizio tecnicamente spettacolare, ma è un po’ più piatta, coinvolge meno. Con la defezione dell’Italia il terzo posto se lo giocano la seconda coppia austriaca formata da Katharina Feldhofer e Anja Huber (Stefanie Kowald, Boccaccio D) e la coppia svizzera Elena Herter/Jasmine Horat (Yvette Rothweiler, I Mud). Bene le svizzere, ma le austriache, decisamente più pulite, se la aggiudicano.

Finale al cardiopalma nella competizione a squadre.

Il risultato, che sembrava ormai acquisito dalla Germania (Sven Henze, Cleiner Onkel T), visto che era risultata la migliore in entrambe le prove precedenti, è stato rovesciato a favore di un’ottima Svizzera (Corinne Bosshard, Kairo S.), più pulita nell’esecuzione del suo secondo libero. L’Austria (Nicole Voithofer, Don Zeno), la terza contendente, è staccata. La squadra forse deve ancora rodare e sicuramente ha pagato il punteggio basso ottenuto negli obbligatori.

Negli individuali la finale conferma le posizioni al vertice della prima manche, ma nelle retrovie ci sono stati vari cambiamenti. Ciò non significa però che non ci siano state emozioni. I distacchi tra i concorrenti sia maschili che femminili non erano tali da consentire una prova in tranquillità. In campo maschile Bela Lehnen ha dovuto dare il meglio di sé, tallonato com’era sia da Paul Ruttkowsky che dal suo compagno Arne Heers. Lehnen, infatti, era in testa in virtù di obbligatori superiori a tutti, mentre la prima la sua prima prova libera non è stata del tutto convincente. In campo femminile è accaduto un po’ l’inverso. Anna Weidenauer si presentava in finale con un certo distacco dalle inseguitrici, ma durante il libero ha senz’altro sentito la gara, perché ha dato l’impressione di eseguire l’esercizio un po’ con il freno a mano tirato. La sua prova non è stata la perfezione assoluta a cui ci ha abituati, anche se comunque ha totalizzato il miglior punteggio (di poco) anche nella seconda manche.

Peccato che le medaglie siano solo tre e non quattro perché la Slovacchia, sul quarto gradino per ben due volte, con la squadra (Boris Kodak, Leon- Dormane du Puy 8) e nell’individuale maschile con Andrej Menhert (Boris Kodak, Leon- Dormane du Puy 8), avrebbe veramente meritato un riconoscimento speciale.

La trasferta italiana

Che dire della trasferta italiana? Certamente l’inconveniente con Filon è stata una gran batosta, ma si può comunque vedere un bicchiere mezzo pieno. Innanzitutto il Pas de Deux. Nell’unica prova effettuata, Sofia Crippa e Greta Gemignani sono state splendide. Hanno eseguito un esercizio frizzante, difficile e ben coreografato, un vero piacere per gli occhi. Sofia e Greta sono entrambe giovani, potranno gareggiare insieme ancora ad altissimo livello, e migliorare ulteriormente. Lo stesso dicasi per Jan Stellahaegi, che ha chiuso la gara in settima posizione e ha davanti a sé un gran futuro. Avrà il compito di tenere alti i colori italiani nello junior maschile nei prossimi anni, visto che Tommaso Sclauzero (nono) dovrà necessariamente passare di categoria. Giorgia Fanucci (Elettra Lambardi, Bambola) ha concluso in tredicesima posizione, che è oggettivamente un buon risultato che non veniva raggiunto da atlete italiane ormai qualche anno. Margherita Bargagna (Elettra Lambardi, Bambola), alla sua prima convocazione in nazionale, si è comportata molto bene, in particolare nelle prove tecnica e libera, classificandosi complessivamente nona, guadagnando posizioni ad ogni esecuzione.  La più sfortunata è stata oggettivamente Giorgia Varisco (Kevin Moneuse, Filon) al suo ultimo anno di junior, dodicesima dopo gli obbligatori, aspirava ad una posizione sicuramente migliore, anche se probabilmente non al podio.  Siamo sicuri si rifarà il prossimo anno in Young Vaulter.

Qui le classifiche complete.   

Neanche il tempo di riposarsi, e il 6 agosto il volteggio sarà nuovamente di scena con i Mondiali a Herning (DEN). E noi saremo là per raccontarvi un’altra storia! Arrivederci a presto.